Christian Esseyt
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Roma, anima smarrita: il Bologna passa e accende l’ennesimo campanello d’allarme
All’ Olimpico va in scena una serata dai due volti: sugli spalti, una coreografia straordinaria e un sostegno incessante rendono l’atmosfera quasi irreale; in campo, invece, la Roma offre l’ennesima prova opaca di una stagione che continua a scivolare nella mediocrità.
Il 4-3 maturato contro il Bologna, racconta solo in parte ciò che è accaduto. La squadra allenata da Vincenzo Italiano ha imposto ritmo, intensità e cattiveria agonistica per larghi tratti del match, dominando mentalmente ancor prima che tecnicamente.
Il Bologna colpisce con Rowe – tra le proteste giallorosse per un presunto fallo su Gianluca Mancini – trova il raddoppio con Federico Bernardeschi su calcio di rigore, con Santiago Castro, con una conclusione potente sotto l’incrocio e chiude i conti con Cambiaghi che entra e regala la qualificazione ai suoi.
La reazione della Roma arriva, ma è tardiva e insufficiente. Lorenzo Pellegrini prova a suonare la carica con una prestazione finalmente all’altezza del suo talento, ma il tentativo di rimonta resta incompiuto. E soprattutto, non cancella le ombre.
Perché il vero problema della Roma non è la mancanza di episodi favorevoli o la capacità di reagire a uno svantaggio. È qualcosa di più profondo: un’identità che continua a sfuggire, una “anima” che sembra spegnersi proprio nei momenti chiave.
Non manca la corsa nel finale, manca la fame nel corso della partita. Non manca il tentativo di recupero, manca la convinzione nel costruire.
Dall’altra parte, il Bologna offre l’esempio opposto: ogni pallone è giocato con intensità, ogni azione è portata fino in fondo. Giocatori esperti come Remo Freuler e lo stesso Bernardeschi, tornato protagonista dopo anni lontano dai riflettori, incarnano perfettamente lo spirito della squadra. Non a caso, proprio l’ex Juventus è finito al centro del dibattito per la mancata convocazione in nazionale da parte del commissario tecnico Gennaro Gattuso.
Per la Roma, invece, il momento resta complicato. Dopo il pareggio interno contro la Juventus, qualcosa si è rotto. La squadra ha smarrito direzione e continuità, come dimostrano anche le prestazioni contro il Genoa e i due confronti con il Bologna.
La sensazione è quella di una parabola discendente che, più che nei risultati, si manifesta nell’atteggiamento. La luce in fondo al tunnel, forse, esiste ancora. Ma questa Roma, oggi, sembra non riuscire a vederla.
E mentre il discorso Champions League resta appeso a un filo, il futuro appare sempre più affidato al destino. O a una svolta che, per ora, continua a non arrivare.